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La musica costituisce da sempre uno dei tratti maggiormente identificativi di un popolo, è legata ad una particolare cultura generatasi in una particolare regione e deve essere tutelata e valorizzata in quanto patrimonio culturale da diffondere presso le generazioni presenti e da tramandare a quelle future.

 

Le musiche e i canti molisani sono legati al ciclo della vita, ai riti sacri e profani, al lavoro agricolo e alla raccolta, ai Santi e ai diversi momenti della vita quotidiana.


Alle musiche del ciclo della vita afferiscono ninne nanne, filastrocche per far ballare i bambini, canti di nozze per la sposa che lascia la casa “Spartenza dolorosa” o per la sua vestizione, nonché lamenti funebri “Vajtim“ in lingua Arbëreshë (minoranza linguistica albanese).

 

I canti di primavera sono legati al rinnovamento della natura e alla rinascita. Molto nota in Molise è la “Pagliara Maje Maje”  (Fossalto, Lucito e Acquaviva). In questa occasione viene rappresentato il mese di maggio in maniera simbolica con una composizione piramidale creata con piante, fronde di alberi e fiori, una specie di albero natalizio di primavera con in cima una croce floreale. La composizione viene fatta indossare ad un uomo che la conduce lungo le strade facendosi accompagnare da un cantore e da un ragazzo che suona la scupina, uno strumento musicale che ricorda la zampogna. Gli abitanti di Fossalto buttano secchiate d'acqua giù dalle finestre come a voler esorcizzare la paura di avera a che fare con lunghi periodi di siccità.

 

Un'altra modalità di canto cerimoniale di origine molto antica sono le Laudate, canti monodici di cui ci restano esempi a Larino e a San Martino in Pensilis in onore dei rispettivi Santi Patroni.


Il “Calasole” è invece un canto che nella tradizione molisana viene utilizzato in molteplici occasioni esecutive e con varie funzioni. È un canto che svolgeva la funzione di regolatore del tempo/fatica durante il lavoro, oppure veniva utilizzato per la danza, per il gioco e per l’ annuncio di fidanzamento.

 

Tra le sonorità maggiormente legate alla tradizione musicale molisana rientra certamente il repertorio della zampogna che è in diretto contatto con la tradizione pastorale della regione. Un tempo vi erano vere e proprie compagnie di zampognari che si muovevano, specialmente durante il periodo natalizio, per andare a suonare lungo le strade delle città e dei villaggi di tutta Italia.


Il patrimonio musicale molisano si è poi arricchito nel tempo di canti legati alla raccolta delle olive e alla mietitura, ancora molto diffusi durante il lavoro alla fine degli anni Settanta del Novecento, quando nel territorio interno e montano della regione cominciò ad essere progressivamente abbandonato il lavoro manuale praticato nei minuscoli appezzamenti coltivati a grano per essere sostituito da mezzi meccanici.


Recuperare la tipicità di un popolo contribuisce alla salvaguardia e alla promozione delle diversità culturali e in generale alla tutela e alla valorizzazione del patrimonio culturale immateriale, costituendo un’ occasione fondamentale per lo sviluppo economico e per il rilancio del turismo nel territorio.

 

Per ulteriori approfondimenti sulla musica popolare molisana è possibile consultare i seguenti link:

 

Istituto Centrale per i Beni Sonori e Audiovisivi-Catalogo della musica di tradizione orale-Etnomusica Molise da sfogliare

 

Istituto Centrale per i Beni Sonori e Audiovisivi-Portale della Canzone Italiana- Musiche Tradizionali Popolari-Molise

 

   

Fossalto - Festa de "La Pagliara"

           Foto provenienti dall'Archivio Fotografico dell'Istituto Centrale per la Demoetnoantropologia

 

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